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Natale in rosso? Ancora ipotesi sulle restrizioni DPCM in arrivo

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Nuovo DPCM differenti valutazioni delle forze politiche su quanto chiudere e in che modo.

chiusura secca dal 24 al 27 dicembre e dal 31 dicembre al 3 gennaio?

Per il nuovo DPCM, che dovrebbe regolare la nostra vita durante le imminenti festività, ci sono ancora diverse ipotesi allo studio del governo ma, nelle prossime ore, il nuovo testo dovrebbe essere pronto per essere esaminato dal Consiglio dei Ministri.

Differenti valutazioni su quanto chiudere, e in che modo, animano il dibattito. Due sostanziali le posizioni: una chiusura secca dal 24 al 27 dicembre e dal 31 dicembre al 3 gennaio; l’altra con attenuazioni per i ricongiungimenti (per esempio non considerando i minori di 14 anni).

Qualche giorno di “libertà” tra i due blocchi. Bar e ristoranti chiusi, permane il coprifuoco dalle 22 alle 5. Ma i locali il 28, 29 e 30 dicembre potrebbero aprire sino alle 18.

Un altra ipotesi, più “rigorista”, medita una chiusura secca dal 24 dicembre sino al 6 gennaio.Quindi no Feste, No assembramenti, No Cenoni. Il timore è il ripetersi della condizione di Ferragosto scorso quando la maggior “apertura” ha provocato una recrudescenza della pandemia.

Questa condizione di incertezza crea tensioni nel governo, e tra governo e amministrazioni locali. Zaia, Presidente della Regione Veneta, ha emesso un’ordinanza di restrizioni secche dal 19 dicembre sino al 6 Gennaio. Fontana, della Lombardia, lamenta l’indecisione e la poca chiarezza del governo.

Ancora non chiare le disposizioni sugli spostamenti tra i comuni. Potrebbero esserci delle eccezioni per quelli molto piccoli e contigui.

Per i cittadini, e per gli operatori commerciali, resta l’incertezza di una navigazione a vista. Difficile programmare le prossime vacanze, acquisti, possibilità di incontrare i propri cari, per i primi; mentre i commercianti, già messi duramente alla prova in questi mesi, sono impossibilitati a pianificare il proprio lavoro.

C’è chi si oppone a queste restrizioni, come San Marino, che si appresta ad emettere una ordinanza che prevede il cenone di Capodanno sino alle ore 1. Il Viminale invece informa che sarà messo in atto un severo piano di controlli sugli spostamenti delle persone, nei luoghi a maggiore criticità, e sugli assembramenti, sopratutto nei locali tipici della movida e nei ristoranti.

Insomma, molta incertezza, e non poca confusione. Così come sembra tipico dell’Italia. Anche in questa occasione della tragedia pandemica ci sono forti incongruenze che denotano mancanza di un pensiero coordinato che faccia chiarezza e rassicuri.

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